Turiddu Bella  
                                                                    
Mascali (CT) - 1911-1989

          

 

Poeta dialettale e cantastorie siciliano. 
Iniziò giovanissimo la sua produzione. Nel 1926 pubblicò alcune novelle su dei giornali "rosa" dell'epoca e scrisse una ventina di strofe (le prime in dialetto siciliano) su un fatto di cronaca avvenuto nel Catanese, un giovane studente che, bocciato agli esami, si suicidò.

Nel 1929  un'eruzione dell'Etna  seppellì  il  paese di Mascali  ed  egli  la immortalò  in un'opera cantata per oltre venti anni.

In questo stesso anno conobbe Orazio Strano, uno dei più noti e amati cantastorie Siciliani, da questo incontro cominciò una collaborazione che sarebbe durata un ventennio.  
La prima cosa che fecero insieme fu il duetto "Cchi cosa è la donna", seguirono "Lu cantastorie Sicilianu" e "Canzuni ppi tutti". Seguirono altre pubblicazioni, storie d'amore e di sangue, favole e persino delle macchiette, Bella scriveva, Strano musicava e portava in giro nelle piazze siciliane. 

Ma la cosa che fece grande Bella è di avere introdotto una vera rivoluzione nel modo di scrivere e di rimare dei cantastorie. Le storie fino al quel periodo venivano scritte quasi tutte in ottave (strambotto Siciliano), Egli invece iniziò ad usare la sestina rendendo la descrizione più incisiva, dando una maggiore musicalità alle ballate. 
Ebbero un grande successo i poemetti   sui briganti e Santi. L'opera più famosa del Bella, è stata "Turi Giulianu Re di li briganti", composta nel 1950 alla morte di Salvatore Giuliano,  seguirono "U Passaturi" e "Peppi Musulinu", "Palummi e Nigghi", "Papa Giuvanni" etc..

Molti altri cantastorie come Ciccio Busacca, Rinzinu, Santangelo, Trincali, portarono in giro le storie di Bella riscuotendo grande successo tra il pubblico. Cantastorie anche lui per quattro volte vinse il premio nazionale del  “Cantastorie d’Italia”.

L'attività del Bella non fu soltanto la poesia per cantastorie, egli fin dal 1932, ancora militare, iniziò a frequentare l'ambiente culturale palermitano, instaurando rapporti di amicizia con i poeti dell’epoca  come Pollara, Fiumara, Vanni Pucci, e Vito Mercadante, e proprio il Mercadante scrisse la prefazione del suo primo libro di poesie "Diliziu di Picciuttanza".

Solo dopo trent'anni il Bella si presenterà ai suoi lettori con un'altra raccolta di liriche :"Spizzicu di Vicchiania", dove contrappone all'entusiasmo giovanile il pudore della maturità.


Alcune sue Foto

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