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frequentazione
di Paolo Garofano viene inserito con
merito, nella rosa dei più importanti cantastorie siciliani.
La prima storia che scrisse fu "La madre
assassina" nel 1958, con la quale vince il premio “Trovatore
d’Italia” messo in palio dall’AICa.
Oltre al sodalizio con Paolo Garofano, come Busacca, anche Santangelo
collabora con il poeta Ignazio Buttitta e nella sua produzione più
recente ha cominciato anche lui a trattare argomenti di attualità come
la mafia, il malgoverno, il problema dell’immigrazione e la guerra.
Di li
a poco Vito si attrezzò di un cartellone che fu realizzato da Salvatore
Silipoti, fratello della moglie, che si dilettava
a dipingere, e di
cui, come Lui ci racconta, il prezzo pattuito
fu di £ 10.000.
In Italia nel 1957 venne istituito il
1° Concorso Nazionale dei Cantastorie "Il
Trovatore d'Italia" a Gonzaga (Mantova) a cui Vito partecipò presentando una storia in italiano scritta da
Gaetano Caponnetto (uno dei cantastorie con il quale Vito intraprese la sua
avventura) e cantò e recitò senza il cartellone.
Il premio fu
vinto da Ciccio Busacca, che presentò in esclusiva la
storia di "Salvatore Giulianu re di li briganti".
La seconda edizione svoltasi nel
1958, venne vinta da Vito Santangelo con la storia
“La madre assassina”.
Si aggiudicò anche la terza edizione,
con la partecipazione straordinaria di
Ignazio Buttitta che recitò a suo fianco "La vera storia di Salvatore
Giuliano".
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